giovedì 6 novembre 2025

Recensione "Where the Dark stands still"

 Where the Dark stands still
di A. B. Poranek

Informazioni Utili 

titolo: Where the dark stands still - la foresta dell'amore eterno
autore/autrice: A.B. Poranek
genere: fantasy romance / folklore est europa
auto-conclusivo/saga: auto-conclusivo
personaggi principali: Liska e Leszy

Trama

Liska sa che la magia è mostruosa e che chi la pratica è malvagio. Ha fatto di tutto per sopprimere il potere che le sboccia nel petto, con conseguenze disastrose. Così, per liberarsene, fugge dal suo villaggio e si inoltra nella Driada, il pericoloso bosco-vivo, per rubare il mitico fiore di felce, che le permetterà di esprimere il desiderio di una vita senza magia.
Oltre al fiore, però, nella foresta Liska trova il Leszy, il demone guardiano del bosco, che invece di ucciderla le offre un patto: un anno di servitù in cambio del desiderio del fiore di felce. Costretta ad accettare per non morire, la ragazza viene portata dal mostro nel suo fatiscente maniero divorato dal bosco, e qui comincia a intravedere il groviglio di segreti e fantasmi che avviluppano il suo ospite. Eppure, intrecciati al dubbio, iniziano a germogliare in lei sentimenti nuovi.
Ma qualcosa si sta svegliando nella Driada, qualcosa di letale e senza pietà. Qualcosa che spaventa persino il Leszy. Qualcosa che non può essere sconfitto, se Liska non abbraccia il mostro che ha sempre temuto di diventare…

Recensione

Where the dark stands still è il romanzo d'esordio dell'autrice A.B. Poranek che intreccia le storie del folklore polacco ad una storia fatta di accettazione, sacrifici e conquiste di una giovane ragazza Liska che per tutta la vita è stata cresciuta con l'idea di nascondere la sua vera natura in quanto pericola e mostruosa. 

Liska non è mai stata accettata pienamente dalla gente del suo villaggio e in fondo neanche dai suoi genitori, o meglio da sua madre, che l'ha sempre temuta e spinta ad essere una ragazza invisibile, anonima... Liska sa che la magia è qualcosa di malvagio e chi la pratica è corrotto dal maligno, o almeno questo è quello che il prete del paese ha sempre professato come verità indiscutibile. Ma Liska ha un motivo ulteriore per credere che la magia sia l'incarnazione del male, perché lei fin da piccola a causa di essa ha dovuto vivere una vita fatta di privazioni, sensi di colpa, sofferenza e freddezza. Inoltre la sua magia ha causato la morte di suo padre e ha fatto soffrire la sua unica amica nonché cugina.
A causa di tutto ciò, Liska è determinata a far sparire da dentro di sè questa magia, per poter vivere finalmente una vita normale, ricevendo così amore e affetto come tutti gli esseri umani.
Nella notte della fine dell'estate, Liska prende una decisione perchè la morte non la spaventa se quella è la vita che deve vivere: si inoltrerà nella Driade, foresta abitata da tutte le creature pericolose, e andrà alla ricerca del fiore delle leggende quello che se raccolto all'alba esaudirà il desiderio più profondo della persona che l'ha colto. Liska sa che questa potrebbe essere solo una leggenda, una favola che si racconta ai bambini prima di andare a letto, ma non ha altre alternative per questo sà che deve farsi coraggio e inoltrarsi nel bosco. Qui però non solo rischierà la vita, ma arriverà anche nei pressi di una dimora, un tempo bellissima, che ormai ha solo un fascino decadente e oscuro. L'incuria regna sovrana così come la vegetazione che ne fa da padrona. Eppure sarà lì che incontrerà il Leszy, il demone guardiano del bosco, che invece di ucciderla le propone un patto: un anno al suo servizio e in cambio lui esaudirà il suo desiderio più profondo.
Se è risaputo che fare un patto con il demonio non è di certo la cosa più saggia da fare, è anche vero che Liska è disperata, senza aspettative per il futuro e intrappolata in una vita e in un luogo che anche se chiama casa, non l'ha mai accettata.

“Sa poco e niente degli uomini, dunque, e li guarda il meno possibile. 
Nel Leszy però c’è qualcosa che attira il suo sguardo, vincendo il sue eterno disinteresse. 
Non ha il fascino di cui i suoi compaesani vanno fieri, quel fascino fatto di linee grezze, mascelle quadrate, mani callose e folti baffi in vista. No, il Leszy le appare etereo, intangibile”

Da qui inizierà un romanzo che è veramente un viaggio dell'eroe, Liska nonostante la sua condizione, è sempre pronta ad empatizzare con le creature e a rischiare la sua vita per salvare il prossimo. Mossa da un'istinto curioso e da una bontà incondizionata, Liska che per tutta la vita è stata considerata un mostro, una reitta, una presenza anonima ma ingombrante, nel cuore della Driada, considerata pericola e luogo di ogni male, rinasce e scopre finalmente se stessa e le sue potenzialità. Ma sopratutto Liska scopre una narrazione alternativa alla storia che le è sempre stata raccontata, dove chi ha poteri come i suoi, non veniva considerato un mostro, ma un'essere speciale da istruire e guidare, insomma una risorsa per interi popoli. 

“Perché le donne dotate di magia sono per natura più potenti degli uomini. 
Certo ciò vuol dire che da bambine perdiamo il controllo più facilmente, ma una volta 
raggiunti il nostro potenziale… Diventiamo incontrastabili. 
Se ci avessero lasciato praticare in santa pace, gli uomini avrebbero perso tempo il loro potere.
E'per questo che mettono in giro certe voci e si rifiutano di prenderci come apprendiste.”

Per quanto la prima parte del romanzo sia stata molto introduttiva, con lunghe descrizioni degli ambienti, delle leggende e del conflitto interiore di Liska, ho trovato il romanzo veramente bellissimo, con una seconda parte ricca d'azione, verità nascoste e rivalutazione e scoperta del personaggio enigmatico e criptico del Leszy che si è rivelato essere solamente una persona che si è immolato per il benessere dell'intero mondo, assumendosi la responsabilità di gestire e controllare tutte le creature affinché gli umani potessero vivere in pace e serenità. 

Forse un po' sciocca, sdolcinata e che crede sempre al lieto fine, un po' lo sono… Quando mi sono approcciata a questo libro non sapevo nell'effettivo cosa aspettarmi, ma di certo non mi aspettavo di trovarmi a leggere una storia così bella, magica e potente. Una storia che con delicatezza, dolore e forse un po' di smarrimento si è fatta larga nel mio cuore. 
Fino alla fine, con il fiato in gola, gli occhi lucidi, divoravo le parole nella speranza di leggere quello che cercavo. Eppure anche se non ho trovato quello che stavo cercando, ho ricevuto in dono un finale dolce amaro, fatto di una triste verità ma anche di tanto coraggio e di sacrificio per un bene superiore. Perchè a volte si è nati per un destino che non riguarda solo se stessi ma il benessere di più persone e in questo caso di una minoranza considerata reitta e non degna d'amore, quando invece l'amore, l'ascolto e l'aiuto sarebbero state le carte vincenti per vivere in un mondo armonioso.

“Essere il custode della Driada, però, mi ha insegnato una cosa: 
se il mondo non ha un posto per te, prendi martello e scalpello e fattene uno tu.”

Non approcciatevi a questa storia per leggere un fantasy in cui la parte centrale è la storia d'amore perché non è così, ma approcciatevi a questa storia per leggere di una storia unica, delicata, vivida, fatta di sofferenza, di coraggio, di amore e di accettazione di sé. Infatti, la componente romantica è marginale, secondaria, da accompagnamento a quello che è il viaggio intrapreso da Liska. Si tratta solo di uno dei tanti tasselli che compongono quest'avventura.

Mi è sembrato proprio di leggere una storia il cui centro fosse il viaggio dell'eroe, dove però l'eroe in questo caso è un'eroina, che ha come colpa quella di essere nata con dei poteri. Liska affronterà tante prove, tante sfide molto personali, perchè il compito più arduo sarà quello di accettare se stessa, la sua natura, abbracciandola e sopratutto comprendo che non c'è un solo modo di vivere e vedere la vita, che ognuno si deve ritagliare il suo posto nel mondo, creandosi una propria storia. Ma Liska in questo viaggio scoprirà anche cosa significa amare ed essere amata e di quanto il tempo sia prezioso perché nulla è eterno.

”É un demone, ha compiuto anti mostruosi, ma insieme a lui si sente completa. E forse questo, più di ogni cosa, gli ha legati: la ragazza ama troppo e il ragazzo che ama troppo poco, due fili intrecciati sul telaio della storia.”

Io non ho parole negative o critiche da muovere a questo libro, perché l'ho AMATO. Ho apprezzato ogni singolo aspetto tra cui il bellissimo stile di scrittura poetico, a tratti onirico, accurato nella scelta lessicale delle parole e nelle descrizioni che hanno reso il paesaggio vivido, reale e tangibile.

XoXo
Chiara, Labotteghinadeisogni

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