lunedì 23 marzo 2026

Recensione "Quel che nasconde il fiume" e "quel che rivela la magia"

 Quel che nasconde il fiume 
di Isabel Ibanez 

Informazioni Utili

titolo: Quel che nasconde il fiume
autore: Isabel Ibanez
genere: fantasy romance
serie: 1 di 2
personaggi principali: Inez e Whit Hayes



Trama

Inez Olivera, una giovane di origine argentino-boliviana appartenente alla raffinata e vivace alta società della Buenos Aires di fine Ottocento, ha tutto ciò che una ragazza della sua età potrebbe volere, tranne quello che desidera di più al mondo: poter seguire i genitori, appassionati di Antico Egitto, nelle loro avventure nella terra di Cleopatra. Subito dopo aver ricevuto una lettera che annuncia la loro scomparsa, decisa a trovare una risposta all'accaduto, Inez si imbarca alla volta di Alessandria, portando con sé i suoi taccuini da disegno e l'anello magico che il padre le aveva inviato poco prima di sparire nel nulla. Giunta a destinazione, però, trova ad attenderla Whit Hayes, un giovane dal sorriso affascinante che si presenta come il segretario dello zio Ricardo, diventato tutore di Inez dopo la scomparsa dei suoi genitori e come loro appassionato di Egitto. Whit tenta invano di convincerla a fare ritorno a casa e, fallita la missione, si vede costretto a seguirla, per evitare che si cacci nei guai. Il desiderio di Inez di andare a fondo nella sua ricerca di risposte, infatti, la condurrà ad affrontare un'avventura senza precedenti, tra dune, piramidi e tesori nascosti, durante la quale scoprirà che i fatti non sono andati proprio come glieli hanno raccontati e che lei stessa rischia di diventare la pedina di un gioco pericoloso e soprattutto molto più grande di lei.


Recensione

Quel che nasconde il fiume è un fantasy dall'ambientazione storica che vede come protagonista una giovane ragazza, Inez, che quando apprende della scomparsa dei genitori in Egitto, andando contro l'etichetta e le norme sociali dell'epoca, si imbarca di nascosto determinata a scoprire la verità.

Fin dall'inizio è chiaro il tono della storia e il ritmo narrativo, perché tra continui colpi di scena e azioni avventate ma coraggiose di Inez,  il lettore viene trascinato all'interno di una storia ricca di avventura, colpi di scena, intrighi e sortefuggi che non lasceranno al lettore neanche il tempo di riprendere il fiato. 

L'ambientazione, l'intreccio con la storia e l'archeologia rendono la storia irresistibile e affascinante, ho apprezzato particolarmente l'inserimento della magia come residuo di antiche pratiche, ormai perdute, che animano ancora degli oggetti rendendoli sia utili e pratici, che ninnoli divertenti ma anche oggetti spaventosi e delicati da maneggiare. Trovo che questo elemento dia un alone di "romanticismo" a quelli che sono degli artefatti storici, che acquisiscono magia nel libro, ma un valore simbolico agli occhi di chi legge. La storia e l'antichità assumono un valore magico non solo nel libro ma anche nel lettore, tutto acquisisce una patina di brillantezza, di valore e di fascino. Non nego che mentre leggevo, la voglia di correre lì in quei luoghi e partire anch'io alla volta di una ricerca archeologica nel cuore dell'Egitto, era tanta. Anzi mentre leggevo pensavo proprio che questa storia renderebbe benissimo come film/serie tv e che diventerebbe sicuramente un prodotto da rivedere più e più volte. 

Inez è una ragazza intelligente, arguta, determinata e tanto, troppo, curiosa. Questo suo carattere la porta a compiere gesti a volte sconsiderati ma anche dettati dal cuore e dalla voglia di scoprire chi erano i suoi genitori e di sentirli vicini. Genitori che vedeva poco e che aveva forse idealizzato, che forse non conosceva veramente ma che sicuramente l'amavano. Si mette in pericolo, agisce d'impulso, ma poi cerca sempre di rimediare, questo può essere irritante a volte, ma anche comprensibile per altri versi, questo perchè nessuno le parla mai apertamente e quindi si trova a fare congetture, a trarre delle idee da sole e purtroppo a fidarsi di chi non ha buone intenzioni. Eppure non perde mai il coraggio, la determinazione e sopratutto non permette mai al "brutto" di spegnerle la luce negli occhi e la meraviglia di farsi affascinare da luoghi magici, ricchi di storia e di una sorta anche di religiosità. 

A risolvere i guai di Inez ci pensa l'affascinante, mascalzone, cinico Whit, segretario/confidente/tutto fare di Ricardo, zio di Inez che non ha mai conosciuto che vive al Cairo e che alla scomparsa dei suoi genitori è diventato il suo tutore legale. Whit non vuole fare il babysitter ma l'audacia, a tratti ardita, e la testardaggine di Inez lo colpiscono fin dal loro primo incontro. Le loro interazioni sfacciate e divertenti, rendono fin da subito il rapporto tra i due emozionante e frizzante da leggere. Tra continue sfide e provocazioni, Inez e Whit, impareranno a conoscersi e il loro legame si trasforma lentamente. Ma mentre Inez è un libro aperto, a volte fin troppo ingenua, Whit invece ha un passato torbido e nonostante alcuni segreti vengano rivelati, c'è ancora tanto da scoprire che rende intrigante il loro rapporto ma anche ricco di tensione agli occhi del lettore. La chimica tra i due è evidente e si sprigiona da ogni loro interazione, eppure quell'alone di mistero rende il tutto un pò ansiogeno. 

Una cosa è certa l'autrice sa come ingannare il lettore, farcire ogni pagina di colpi di scena, anche inattesi, alternare momenti di grande azione a momenti di grande pathos, sconvolgendo il lettore che si ritroverà rapito da questa storia affascinante, emozionante e veramente bella per i luoghi e la storia raccontata. 

Inutile dire che consiglio assolutamente questo libro e che il finale è illegale perciò tenete pronto il secondo volume appena iniziate il primo!

Quel che la magia rivela

Informazioni Utili

titolo: Quel che la magia rivela
autore: Isabel Ibanz
genere: fantasy storico
serie: 2 di 2
personaggi principali: Inez e With


Quel che la magia rivela è il secondo volume nonché volume conclusivo di questo romanzo fantasy storico ambientato nell'affascinante Egitto. Non sarà una recensione con spoiler, ma inevitabilmente alcune cose che menzionerò lo potranno essere, essendo un seguito. 

Tante cose sono successe, gli equilibri precari in cui vive Inez si sono nuovamente incrinati e il senso di colpa, la rabbia e la delusione per essere stata ferita dalle persona che più aveva amato nella sua vita la divorano. Per questo è decisa a rimanere per assicurare alla giustizia sua madre e scoprire cosa è accaduto veramente a suo padre. Si sente sola, l'unica persona che ha sempre provveduto per il suo benessere, suo zio, è deluso e deciso a rimandarla in Argentina perché le situazioni di pericolo sono troppe e lei le peggiora sempre.

Di fronte alla chiusura di suo zio e alla sua minaccia di tagliarle i viveri se non lascia subito l'Egitto, Inez deve trovare una soluzione: sposare qualcuno per accedere al suo patrimonio. Mentre cerca di organizzare il suo rientro in patria per concordare le nozze con il pretendente scelto tempo prima da sua madre, consapevole di non aver futuro con With, che è in partenza per l'Inghilterra, Inez è sopraffatta dalle emozioni. Ma proprio quando quest'ultimo le propone di sposarsi in segreto e ogni cosa prende una prospettiva diversa. 

Il rapporto tra With e Inez in questo volume è burrascoso, perché quando i sentimenti crescono e le bugie aumentano, il cuore soffre di più. With non si comporterà bene con Inez, perderà la sua fiducia e la farà sprofondare in un baratro ancora più profondo, eppure dopo il suo comportamento, forzato dalla sua famiglia, non perderà occassione per cercare di rimediare e proteggere Inez anche con la sua vita. 

Inez nel corso della sua permanenza in Egitto, è stata tradita innumerevoli volte, tutti le dicevano che era troppo ingenua e si fidava facilmente, ma cavolo le persone si sono messe proprio di punta per farle perdere la speranza nell'umanità. Tradita dalla sua stessa famiglia, ogni persona a lei vicina in un modo o nell'altro le mente, attenta alla sua vita e la delude. Eppure lei rimane sempre salda ai suoi principi, alla sua voglia di giustizia e alla sua voglia di conoscenza. 

Tante sono le sfide da superare, tanti sono i misteri che deve scoprire e la caccia a sua madre non è così semplice. Ma grazie al legame magico che le permette di avere delle visioni di ricordi di Cleopatra, riesce ad essere sempre sul pezzo e seppur ostacolata, pronta a portare rispetto, ossequi e dignità alla storia di Cleopatra e dei suoi artefatti. Vengono descritti luoghi dell'Egitto devastati ancora dai bombardamenti della guerra persa due anni addietro con l'Inghilterra, ma nonostante questo il fascino permea ogni angolo dei luoghi. L'autrice partendo da fatti storici, luoghi reali, tesse la trama fitta e dettagliata, intrecciando magia a ritrovamenti, purtroppo mai avvenuti nella realtà, creando un setting strabiliante e dettagliato alla sua storia.

In questo secondo volume l'azione è tanta e anche gli intrighi, per questo a mio avviso, molte dinamiche vengono gestite frettolosamente e in maniera approssimativa per dare spazio all'azione. L'introspezione, l'analisi dei sentimenti e delle situazioni, passa quindi in secondo piano e per questo forse, questo secondo volume non mi ha fatto dire "wow" come il primo. Ciò non toglie che resta un'apprezzabile volume in cui ogni situazione viene risolta e ha una sua conclusione. Personalmente però avrei preferito maggiore riflessione da parte di Inez perché comunque subisce tanto e purtroppo perdona alcuni torti "velocemente" solo perché in fin dei conti è rimasta sola. 

La conclusione tuttavia riscalda il cuore e fa credere nel lieto fine e nel trionfo della giustizia, ma ecco quello che With ha fatto a Inez io non lo avrei perdonato mai, però ammetto che lui farà ammenda in ogni modo e alla fine sono contenta che la loro unione diventi più forte e romantica alla fine. 

Questa dilogia è stata una vera scoperta, emozioni, magia, avventura e mistero si intrecciano perfettamente fornendo un'immagine unica e magnifica dei luoghi e della storia dell'Egitto. Forse è proprio questa la magia del libro: l'amore per l'Egitto. Si respira in ogni pagina, anima ogni azione sia in positivo che in negativo, di tutti i personaggi. Perché una volta visto quei luoghi, respirato la loro storia e le loro tradizioni, non si potrà fare a meno di stringere un legame fortissimo con quella terra. Sarà una storia che porterò sempre nel cuore e che sicuramente mi sta spingendo ad organizzare, il prima possibile, un viaggio proprio in Egitto, terra che fin da piccola esercitava già un grande fascino su di me.

XoXo
Chiara, Labotteghinadeisogni

mercoledì 18 marzo 2026

Recensione "Rebecca - la prima moglie"

 Rebecca - La prima moglie
di Daphne du Maurirer 

Informazioni Utili

titolo: Rebecca - La prima moglie
autore: Daphne du Maurirer 
genere: romanzo gotico/ thriller psicologico
serie: No
personaggi principali: La seconda moglie, Maxim, Rebecca

Trama

Durante un soggiorno a Monte Carlo insieme alla signora cui fa da dama di compagnia, una giovane donna, appena ventenne, conosce il ricco e affascinante vedovo Maxim de Winter. L’uomo inizia a corteggiarla e, dopo due sole settimane, le chiede di sposarlo; lei, innamoratissima, accetta con entusiasmo e lo segue nella sua grande tenuta di famiglia a Manderlay. Sembra l’inizio di una storia da favola, ma i sogni e le aspettative della giovane si scontrano subito con la fredda accoglienza della servitù, in particolare della sinistra governante. Eppure non si tratta solo di questo: c’è qualcosa, in quel luogo, che giorno dopo giorno rende l’ambiente sempre più opprimente; c’è una presenza che pervade ogni stanza della magione e che si stringe attorno ai passi dell’attuale inquilina come una morsa silenziosa. È Rebecca, la defunta signora de Winter, più viva che mai nella memoria di tutti quelli che l’hanno conosciuta e modello inarrivabile per la giovane, che invece si muove impacciata e confusa nella sua nuova esistenza altolocata e mondana. Un fantasma ingombrante che si trasformerà in una vera e propria ossessione per la protagonista, costretta a immergersi nelle ombre del proprio matrimonio e spinta sempre più ai con¬fini della follia, fino a dubitare della propria stessa identità.

Recensione 

Rebecca - la prima moglie è un romanzo del 1938 che si inserisce alla perfezione nel genere del romanzo gotico non solo per le sue ambientazioni suggestive e cupe, ma anche per i personaggi tormentati, ambigui e non moralmente perfetti.

Raccontando la vita domestica e coniugale della nuova e giovane moglie di Maxim de Winter, l'autrice racconta una storia più oscura che scalfisce le apparenze e si addentra nel buio dell'animo umano. 
La voce narrante e il punto della storia è quello della giovane donna che, da giovane dama di compagnia di Mrs Van Hopper, incontra e sposa un ricco vedovo inglese proprietario di una delle dimore più belle del paese "Manderlay". 

La storia, potremmo dire, inizia dalla fine e a ritroso ci racconta di come l'inizio di un sogno non sia stato altro che l'inizio di un incubo che avrebbe segnato per sempre la giovane ragazza e il suo matrimonio. Manderlay descritta come un paradiso terreste, con i suoi giardini curati e infiniti, il bosco magico e ricco di selvaggina, le scogliere spaventose quanto magnifiche e la vicinanza al mare, diventa teatro di una delle storia più cupe e simboliche che l'autrice poteva descrivere. 

Quello che colpisce fin da subito è la scelta di non dare un nome alla giovane ragazza che racconta e ripercorre la sua storia. A lei ci si riferirà sempre come "la seconda moglie" o "la signora de Winter" scelta molto significativa e in contrasto invece con la prima moglie che invece un nome ce l'ha e che anche dopo la sua morte risona in ogni angolo della tenuta ma anche della contea: Rebecca.

Il personaggio che noi conosciamo meglio è la seconda moglie anche perchè la storia è raccontata dal suo punto di vista. Ci appare come una ragazzina giovane e inesperta, che della vita coniugale sa ben poco in quanto rimasta orfana di genitori in giovane età. Dama di compagnia di una signora vedova, esuberante, grottesca e al quanto maleducata, sviluppa un carattere mite e sottomesso che sarà poi la sua rovina, perchè nel momento in cui incontra l'affascinante e enigmatico Maxim de Winter, sarà completamente e inevitabilmente innamorata e dipendente da lui.

La disparità nel loro rapporto è evidente già dalle prime pagine enfatizzato dalla chiusura e del mistero sul passato di Maxim che però lo rende solo più affascinante agli occhi della giovane. E' lo stesso Max ha rimarcare la grande differenza d'età - lui ha 42 anni e lei 21 - trattandola a volte con accondiscendenza e a volte come una bambina. La chiama "sciocchina", "bambina", "stellina", "povera ingenua" epiteti che rimarcano molto la giovane età e l'inesperienza della giovane e che la pongono in uno stato di inferiorità.
Ma è anche lei stessa che si adagia su questo ruolo, in tutto il corso del romanzo, lei non farà niente per ribellarsi, crescere, acculturarsi e in qualche modo prepararsi a quelli che possono essere i compiti di una signora. Invece di cercare di adattarsi alla sua nuova vita, esaspera i suoi comportamenti da ragazzina, perdendosi in sogni ad occhi aperti, facendosi intimorire dalle probabili dicerie della gente, facendosi schiacciare dal peso di non essere una donna magnetica, carismatica e polarizzante come era Rebecca. 

Il vivere in una casa mausoleo in cui tutto ricorda una vita di coppia passata in cui lei non era presente, dove tutti sussurrano e mormorano negli angoli, dove la governante - la signora Danver - non fa altro che rimarcare le differenze e venerare il ricordo di Rebecca, portano la nuova moglie a cadere preda della paura, dell'ansia e dell'insicurezza. Tutto il romanzo gira intorno al fatto che moglie e marito non comunicano e questo porta la giovane a interpretare in maniera non sempre giusta, comportamenti e gesti delle persone che la circondano. L'invidia e il senso di inadeguatezza la logorano e invece di emanciparsi e cercare di rivendicare una propria identità e indipendenza, rimane sempre legata a quello che pensano gli altri ma sopratutto ai continui cambi d'umore di Max. 

Stare e relazionarsi con Max, appare come camminare su un tappeto fatto d'uova. Più volte rimarca come l'ansia di poter dire qualcosa di sbagliato la porta ad osservare costantemente il volto del marito, cercare segni di turbamento o di angoscia o segni di felicità e tranquillità. Questo la porta a non essere molto ricettiva nella conversazioni, a richiudersi nei suoi discorsi mentali e negli scenari che lei immagina, senza vivere nell'effettivo nella realtà. E' una ragazza che dipende dalle attenzioni del marito, che vive per compiacerlo e per farsi sentire amata. 

Agli occhi del lettore suscita sia compassione che rabbia per la sua mancanza di carattere e di presa di iniziativa. Questo perchè passa il suo tempo a piangere, lamentarsi, farsi divorare dalla paura e dalla morbosa curiosità che sviluppa nei confronti di Rebecca, senza fare niente per cambiare la sua posizione. 

Le descrizioni dei paesaggi sono vivide e tangibili, la natura diventa espressione e anticipatore degli stati d'animo dei personaggi, creando un'atmosfera a tratti fiabesca e a tratti infernale da accompagnare le vicende narrate. Il colpo di scena nelle ultime 100 pagine circa, porta il lettore e la protagonista ha rileggere tutti gli eventi e a rivalutare l'immagine di perfezione che aleggiava su Rebecca e la vita che conduceva. 

Il romanzo nel suo insieme è un climax crescendo, scorrevole e interessante, si viene trascinati all'interno della vita domestica di una famiglia inglese. Ci racconta l'apparenza e la patina di falsità che circonda le famiglie di ceto sociale alto, che si aggrappano a regole formali e d'apparenza, che conducono una vita falsa e monotona, dove la felicità è relativa. 

Mi aspettavo una storia più morbosa e cupa, invece, l'autrice ha trattato il tutto con una certa profondità ma allo stesso senza entrare troppo dentro, senza scavare a fondo, senza angosciare... bilancia bene le parti in cui la giovane ragazza inizia a vacillare e perdere il contatto forse con la realtà con scene in cui vengono presentati altri personaggi, spostando quindi il piano e il tono del discorso. 

Nel complesso è una storia estremamente soggettiva e introspettiva, che porta il lettore a riflettere su argomenti anche molto attuali come:
- l'importanza di avere un nome
- la dicotomia tra la femme fatale che ammalia e una ragazzina ingenua e manipolabile 
- di come ad un uomo una donna calcolatrice e astuta, più forte di lui, fa paura e viene vista come una minaccia da eliminare
- di come la dipendenza emotiva ed economica domina spesso molte relazioni e pongono su un piano di svantaggio le donne

XoXo 
Chiara, Labotteghinadeisogni


venerdì 13 marzo 2026

Recensione "La città di acqua e vetro"

 La città di acqua e vetro 
di Linda Ghio

Informazioni Utili 

titolo: La città di acqua e vetro
autore: Linda Ghio
genere: mistery steampunk
serie: auto-conclusivo
personaggi principali: Cornelia e Stefano


Trama

Venezia è divisa in due città che nulla sembrano avere in comune. Venezia Alta è tutta cieli limpidi, marmo bianco e vetri scintillanti. Venezia Bassa è perennemente intasata da una nebbia fangosa e dal fumo delle ciminiere che si insinua tra gli stretti vicoli. Se a Venezia Alta c’è eleganza e ricchezza, è nella Venezia Bassa che pulsa la vita… e la morte. Qualcuno (o qualcosa) sta uccidendo la gente di Sotto, disseminando le calli di cadaveri che si presentano avvizziti già a pochi minuti dal decesso, come prosciugati da ogni forza vitale. Inizialmente tutto sembra puntare il dito contro le lamie, misteriose donne dalla coda di serpente che vivono isolate nei canali del sestiere di Dorsoduro. Ma la realtà è molto più inquietante. A scoprirla sarà la detective Cornelia Furlan, aiutata da Stefano Rosin, un Signore di Notte, guardia scelta del Consiglio dei Dieci. Metà umano e metà lamia, in quanto sangue misto è disprezzato da entrambe le comunità. In una Venezia steampunk fantasmagorica e incredibilmente vivida, tra scienziati che sperano di riuscire a rianimare la materia morta e nani inventori alla ricerca dell’inafferrabile flogisto, soffiatori di vetro e consiglieri guerrafondai, riusciranno Cornelia e Stefano a catturare l’assassino, salvando Venezia Bassa e se stessi?

Recensione 

La città di acqua e vetro è un romanzo steampunk, mistery e con un pizzico (miniscolo) di romance, ambientata in una Venezia alternativa dove la città è divisa in due: Venezia Alta, in superficie vivono le persone altolocate e ricche, l'opulenza e la cura è sprigionata in ogni angolo e dove i problemi vengono relegati e spediti a Venezia Bassa, sottoterra, al buio dove tutte le persone non ricche e altolocate, vivono in condizioni igenico sanitario pessime, dove ci si aiuta l'uno con l'altro per sopravvivere e dove nessuno ha il modo di salire in alto senza un permesso. Ogni problema che Venezia vive per le autorità è colpa della feccia che vive di sotto, nel punto più oscuro e vergognoso per loro. 

Cornelia, vive nella Venezia Bassa, collabora in segreto con il capo dei Signori della Notte, la guardia scelta del consiglio dei dieci che governa la città. Cornelia è impavida, eroica, intraprendente e con un cuore grande. Ogni sua azione è veramente volta alla salvaguardia della sua gente e per il bene della giustizia e della verità, eppure conosce bene la corruzione, l'omertà e la falsità che domina gli abitanti della Venezia Alta. Non si illude di niente e per questo combatte e agisce con ancora più ardore perché è l'unica figura che si batte per la sopravvivenza di loro, quella minoranza considerata la feccia della città. 

Di fronte ad una serie di omicidi inspiegabili e sempre più ravvicinati, in cui le vittime vengono scelte senza criterio e vengono ritrovate rinsecchite, proprio prosciugate e irriconoscibili, Cornelia viene incaricata dal comandante dei Signori della Notte, di indagare ma con discrezione, perché le voci non devono diffondersi nella Venezia Alta e sopratutto alle orecchie del Consiglio. 

La cosa che affascina molto di questa storia sono i tanti elementi steampunk, i riferimenti alla meccanica, agli elementi chimici, agli ingranaggi, a quella mescolanza di estetiche diverse e inconciliabili tra loro che però invece di risultare grottesche risultano affascinanti e particolari. 

Ad aiutare la solitaria e astuta Cornelia, ci penserà Stefano, signore della Notte, che per sbaglio si è trovato a scortare un suo collega in una brava notturna nella Venezia Bassa, e che invece di un racconto strambo ed eroico si è scontrato con la morte e un'assassino da scovare. Scontratosi con Cornelia, a causa di una serie di circostanze, verrà sospeso dal suo lavoro e grazie al suo essere una mezza lamia, uno maschio della loro specie, sarà d'aiuto all'insolita signorina che ha una reputazione lunghissima che la precede. 

Il mondo descritto è interessante, rende la storia particolare e gli dona quel quid in più ad un mistery avvincente e dinamico. La narrazione è serrata, ruota intorno al caso, alla fretta che si percepisce perché le vittime aumentano di ora in ora e la paura inizia a dilagare tra la gente. Cornelia è un personaggio carismatico, un'anti-eroina dal cuore meccanico che batte però molto di più di tanti cuori umani. I misteri, il senso di ingiustizia che vivono gli abitanti di Venezia Bassa, il senso di non appartenenza e di solitudine di Stefano, donano alla storia quel carattere più umano e sentimentale che trasportano con ancora più ardore i lettori all'interno della storia.

Tra creature inusuali come le Lamie (donne che hanno la coda, con la capacivtà di stregare gli uomini e con una forza sovrumana), creature meccaniche, segreti, morti e voglia di giustizia, La città di acqua e vetro sarà una storia appassionante e coinvolgente che vi farà passare un paio d'ore in una Venezia inedita all'inseguimento di un'assassino misterioso.

XoXo
Chiara, Labotteghinadeisogni

venerdì 27 febbraio 2026

Recensione "People we meet on vacation"

 People we meet on vacation 
di Emily Henry

Informazioni Utili

titolo: People we meet on vacation
autore: Emily Henry
genere: romance
personaggi principali: Poppy e Alex
tropes: friends to lovers


Trama 

Poppy e Alex. Alex e Poppy. Non hanno nulla in comune. Lei è una ribelle, lui un precisino sempre perfetto. Lei ha un’incontenibile voglia di viaggiare, lui preferisce stare a casa con un libro. Eppure, da quando molti anni prima hanno condiviso la macchina per tornare a casa dal college, sono diventati amici per la pelle. Per la maggior parte dell’anno vivono lontani - lei a New York City e lui nella loro piccola città natale - ma ogni estate, per un decennio, si sono concessi una gloriosa settimana di vacanza insieme.
Fino a due anni fa, quando hanno rovinato tutto. Da allora non si sono più parlati.
Poppy ha tutto ciò che dovrebbe desiderare, ma si sente in un vicolo cieco. Quando qualcuno le chiede quand’è stata l’ultima volta che si è sentita veramente felice, lei pensa che, senza dubbio, è stato durante quell’ultimo viaggio sfortunato con Alex. Così decide di convincere il suo migliore amico a fare un’altra vacanza insieme, a mettere tutto sul tavolo, a sistemare le cose. Miracolosamente, lui accetta. Ora Poppy ha una settimana per mettere tutto a posto. Se solo riuscisse ad aggirare l’unica grande verità che è sempre rimasta nascosta nel mezzo della loro relazione apparentemente perfetta.

Recensione 

People we meet on vacation è un romanzo che parla di un'amicizia fatta ai tempi del college, tra due persone diversissime ma che in qualche modo si sono trovate. Ma se con il passare degli anni e delle vacanze, quel sentimento in realtà si trasformasse in altro? O meglio se con il passare del tempo, le paure e le ansie sparissero e i sentimenti veri e reali venissero a galla?

Poppy e Alex. Alex e Poppy. Diversi ma complementari. Il giorno e la notte. Lei estroversa, lui introverso. Lei solare ed eccentrica, lui metodico e organizzato. Lei che vive all'avventura, lui che cerca stabilità. Eppure da quando sono amici hanno un rito: andare in vacanza, d'estate per la Super Vacanza, momento in cui tutte le paure cessano, i pensieri scompaiono e si pensa solo a divertirsi, vedendo posti nuovi, assaggiando cibi e sapori diversi... lasciandosi andare. 

10 estati equivalgono a 10 vacanze, momenti in cui Poppy e Alex, anche se vivono in posti diversi, si ritrovano sempre, dove possono essere se stessi, dove sono felici. Ma durante l'ultima vacanza qualcosa cambia e Poppy e Alex si separano. L'autrice alternando momenti al "presente" della storia a capitoli che ripercorrono le varie vacanze e anche la nascita della loro amicizia, ci racconta di come Poppy e Alex sono un'incastro perfetto. Nelle loro diversità si sono sempre trovati, sinceri, schietti e divertenti, hanno costruito un legame unico, consapevoli di essere troppo diversi per una relazione eppure così a loro agio solo insieme. 

Poppy, dopo due anni lontano da Alex, capisce che l'ultimo momento in cui è stata veramente felice è stato proprio in quell'ultima vacanza prima della separazione. Nonostante la vita perfetta, gli obiettivi raggiunti non si sente felice. Vive a New York, viaggia sempre per lavoro, si è riscattata da un passato in cui la solitudine e il bullismo l'avevano segnata. Anzi da quando ha conosciuto Alex, Poppy non si è mai più sentita sola e adesso ha solo cinque giorni per sistemare le cose. 

Alex un ragazzo serio, pragmatico, con una routine rigida, che scarica l'ansia andando a correre ogni mattina, che ama la letteratura, che è di poche parole ma sempre presente, poco incline alle manifestazioni d'affetto, dimostra con la sua presenza quanto tiene alle persone nel suo cuore. Un ragazzo, un uomo, che non spesso viene considerato, da fuori noioso, ma solo perché indossa una corazza. Ma quando è con Poppy questa cade. Così quando dopo due anni, Poppy riscrive ad Alex, lui non si tira indietro e decide di andare in vacanza con lei per poi partecipare al matrimonio del fratello a LA. 

La cosa che apprezzo sempre dei libri di Emily Henry è il fatto che lei non descrive mai personaggi "finti" da romanzo, con battute che nella vita reale farebbero venire i brividi, con personaggi maschili che sono l'incarnazione dei maschi alpha. O personaggi femminili che sono svampite o che non sanno di essere meravigliose e di successo e che fanno cadere tutti ai loro piedi. Insomma non descrive personaggi che non hanno una vera attinenza nella realtà. Racconta storie comuni, farcite magari da scene più ironiche, rese più belle da una patina di finzione che smorza la durezza della vita reale, ma comunque attinente ad essa. Racconta di problemi, ansie, paure comuni a tutti, in cui è facile ritrovarsi. Racconta di come l'amore sia fatto di ascolto e comprensione, di accettazione e compromessi, di felicità e tristezza, di alti e bassi, ma senza quel pathos e quella drammaticità tipica di molti romanzi romance. 

Poppy è una ragazza che ha paura di stabilirsi in un posto, che ha paura di essere sola e per questo ama così tanto viaggiare, per non doversi scontare con la vita adulta. Eccentrica, estroversa e pimpante, Poppy ama tutto, proprio perché ha sofferto troppo la solitudine.
Alex, cresciuto senza una figura materna, con tre fratelli maschi e un padre poco incline a mostrare i sentimenti e sopratutto a parlare di essi, ha paura di essere deluso e abbandonato. Per questo deve tenere tutto sotto controllo, deve seguire le sue routine e ama tanto tornare in posto che sente casa.  Alex ha paura di essere felice, di buttarsi, di lasciarsi andare, per questo segue regole rigide.

Ho apprezzato questo libro, nonostante le premesse non fossero proprio le mie, ma per l'ennesima volta, Emily Henry si è rivelata una grandissima scrittrice perché riesce a parlare di vita e poi anche di amore, perché le sue storie non sono mai banali, esagerate o tossiche. Perché i suoi personaggi sono sempre VERI.

XoXo
Chiara, Labotteghinadeisogni

domenica 22 febbraio 2026

Recensione "Ho conosciuto me stesso"

 Ho conosciuto me stesso
di Marco Gonfia 

Informazioni Utili

titolo: Ho conosciuto me stesso
autore: Marco Gonfia
genere: narrativa
serie: auto-conclusivo
personaggi principali: Matteo 

Letto in collaborazione con l'autore

Trama

Matteo ha tutto: una moglie che lo ama, un figlio che lo riempie d'orgoglio e il lavoro dei suoi sogni.
Ma sotto la facciata si nascondono cicatrici invisibili. Ho Conosciuto Me Stesso è un romanzo familiare contemporaneo e un romanzo introspettivo per adulti: una storia di rinascita personale che esplora la paternità con onestà. È al tempo stesso un romanzo padre figlio Firenze, un romanzo su paternità e perdita e un romanzo emotivo ambientato in Toscana, che racconta il rapporto tra genitori e figli con delicatezza e verità.
Quando il peso delle domande irrisolte minaccia di distruggere ciò che ha costruito, Matteo deve scegliere se lasciarsi annegare o trovare la forza di rialzarsi. Tra notti insonni, gesti quotidiani che diventano salvezza e piccoli miracoli, il romanzo segue un percorso di perdita e riconciliazione e una profonda introspezione e crescita personale.
Questa è una storia di paternità e cambiamento, un romanzo su riconciliazione familiare e un libro su rapporto padre e figlio che parla al cuore. Se cerchi un romanzo poetico su perdita e speranza, un romanzo breve su crescita personale o un titolo pensato per il romanzo per lettori di narrativa letteraria, qui troverai emozioni autentiche e personaggi indimenticabili.

Recensione 

Ho conosciuto me stesso è un romanzo intimo e personale che racconta la complessità della vita umana, di quanto sia difficile essere felici, bilanciare vita privata e lavoro ed essere sempre la versione migliore di se stessi. 

Nella vita non esiste un manuale che ci insegni ad essere la versione migliore di noi, che ci dica come vivere correttamente la vita, come essere di successo ma senza trascurare la famiglia... non esiste una guida. Questo, da un lato, ci fa sentire liberi e potenti, ma dall'altro ci fa sentire soli e spaesati di fronte all'immensità delle possibili scelte. Ogni giorno noi prendiamo delle decisioni che si sommano ad un'insieme di scelte che determinano la nostra vita e la nostra persona. Non sempre è facile cambiare, riconoscere un'errore e tornare sui propri passi, eppure Matteo, il protagonista di questa storia ci insegna che non è mai tardi per chiedere scusa, cambiare prospettiva e ritornare sui propri passi. 

Matteo ha una vita all'apparenza perfetta: una moglie che lo ama e lo supporta sempre e un bambino piccolo che stravede per i suoi genitori. Ha un lavoro che lo fa sentire realizzato e che lo porta anche ad ambire ad una promozione che lo porterebbe non solo a fare uno step ulteriore nella sua carriera ma anche a viaggiare per l'Europa. Ma è proprio quando ottiene tutto ciò, che la sua vita inizia ad andare in frantumi. I colleghi che una volta lo amano ora lo temono e sono ostili nei suoi confronti, sua moglie inizia ad essere sempre di più insofferente per la mancanza del marito ma sopratutto suo figlio inizia ad essere schivo nei suoi confronti, timoroso e arrabbiato. Tutto ciò di bello che aveva costruito, si stava sgretolando, a causa di mansioni che a lavoro gli assorbivano ogni parte del suo tempo e che lo rendevano stanco, irascibile e sempre distratto. 

Si tratta di un romanzo da una scrittura fluida e diretta, l'autore mette a nudo Matteo, con le sue fragilità, i suoi traumi infantili irrisolti, la paura di non essere mai abbastanza, di non dimostrare ai suoi genitori di essere migliore di loro... L'autore non gira intorno alle domande esistenziali e difficili della vita, ma le affronta di petto, mostra come perdersi sia estremamente facile e che la vera sfida è risalire, lottare per essere la versione migliori di sé è difficile e che a volte prendersela con gli altri, scaricare la colpa sia più semplice che ammettere i propri errori. 

Si tratta di un libro breve eppure di una potenza emotiva e di un'introspettiva unica, una storia scorrevole, da leggere in poco tempo che però lascia tanto a cui pensare. Non è un romanzo tiepido e infarcito di quella semplicistica felicità fatta di frasi preconfezionate, anzi, è un romanzo estremamente umano, che mostra la difficoltà della vita, ma anche come sia possibile risalire se si impara a chiedere aiuto, ad ascoltare se stessi e sopratutto a imparare a cambiare prospettiva. 

Un romanzo che consiglio vivamente, da poter leggere a qualsiasi età e che può lasciare tantissimo.

XoXo
Chiara, Labotteghinadeisogni

sabato 21 febbraio 2026

Recensione "Un solo destino... il buio"


 Un solo destino... il buio
di Sara Nour 

Informazioni Utili

titolo: Un solo destino... il buio
autore: Sara Nour
genere: Romantasy
serie: auto-conclusivo
tropes: triangolo amoroso, enemies to lover, if you touch her you die, 
personaggi principali: Sarah, Matthias, Peter


Trama

Scopri un mondo nascosto tra oscurità e luce, dove il destino di Sarah, una ragazza di diciotto anni, cambierà per sempre. Convinta che la sua partenza in una prestigiosa accademia americana sia solo una manovra di chi le sta intorno, si troverà invece immersa in un universo di segreti, antichi poteri e passioni proibite. Tra incontri misteriosi e rivelazioni sconvolgenti, Sarah scoprirà di essere legata a un mondo di vampiri, angeli e streghe, e di essere al centro di una guerra millenaria che la coinvolge direttamente. Con l’amore e il sacrificio come protagonisti, affronterà verità dolorose e scelte impossibili, scoprendo che il suo vero nome è Luce e che il suo passato è scritto tra le stelle e l’oscurità.
Un Romance Fantasy, ricco di emozioni intense, colpi di scena e un’atmosfera sospesa tra magia e mistero. Preparati a immergerti in un’avventura che ti farà sognare, tremare e innamorare.

Recensione

Un solo destino... il buio è l'inizio di una serie romantasy avvincente e ricca di colpi di scena, che vede Angeli e Vampiri scontrarsi per ottenere il potere assoluto. 

La protagonista Sarah è una giovane ragazza che ha sempre vissuto rinchiusa nella sua grande casa a studiare costantemente, con i miglior professori privati, per prepararsi a succedere al padre nell'attività di famiglia. Per questo motivo i suoi unici amici sono stati i libri soprattutto le storie fantasy che le facevano viaggiare tra i mondi e vivere tantissime avventure. Si tratta di una ragazza solitaria ma con tanta voglia di farsi accettare, amare e di poter essere se stessa. Non si sente veramente vista dai suoi genitori, che da quando sono separati la considerano sempre meno.

Ma le cose cambiano quando il padre decide di mandarla a Roma in una succursale della "C. S. Accademy", scuola estiva che negli ultimi anni aveva frequentato e che le aveva permesso di incontrare la sua unica amica Marta. La cosa la coglie alla sprovvista specialmente per il fatto che il padre le fa sapere all'ultimo che il suo soggiorno non sarà solo estivo, ma si protenderà per più tempo a causa di una minaccia incombente. Con tanti dubbi, paura e solitudine, Sarah decide di fidarsi del padre e di partire per questa avventura in una delle città che ha sempre desiderato visitare: Roma.

La prima persona che incontra e che le cambierà la vita è Mathias, ragazzo strafottente, carismatico e intraprendente che le farà provare cose mai provate prima. Incontrato all'aeroporto, tra i due si instaurerà subito una sintonia particolare, fatta da frecciatine, sguardi intensi e una passione instantanea. Quando durante il tragitto i due scoprono che andranno entrambi alla "C. S. Accademy" la loro sintonia diventerà più forte e con il passare del tempo e delle situazioni muterà in un sentimento sempre più vicino all'amore.
Infatti Sarah con lui scoprirà il primo amore e farà le prime esperienze, complice il fatto che le starà vicino quando inizierà a scoprire cose sul suo passato che metteranno in discussione tutta la sua vita.

Le cose prendono una piega inaspettata, venendo catapultata in un mondo che credeva esistesse solo nei libri, popolato da Angeli e Vampiri. Scopre anche altre cose sulla sua vita e il suo passato, capendo che le persone intorno a lei le hanno sempre mentito, ma purtroppo le situazioni precipitano e lei non avrà mai il tempo di metabolizzare di fatto le situazioni e i suoi sentimenti. 

Durante il corso della storia Sarah avrà modo di conoscere meglio Peter, un ragazzo taciturno e enigmatico che aveva intravisto nei corridoio della scuola. Lui con il suo sarcasmo, la sua premura e la sua sincerità, farà scoprire un nuovo tipo di amore a Sarah, di certo più passionale e maturo. Vivranno un sentimento totalizzante, forte, segreto e in totale contrasto con tutto ciò che le succederà intorno. Nel caos, nell'incertezza, nella paura e nella violenza, Sarah e Peter saranno l'uno la colonna dell'altro, un porto sicuro.

Le sfide e i colpi di scena rendono ogni pagina scorrevole e il ritmo narrativo sempre molto serrato. L'autrice non è mai troppo esplicita e questa cosa l'ho gradita molto perché si riesce così ad apprezzare la storia per gli intrighi, le situazioni difficili e le novità che Sarah dovrà affrontare, scendendo a patti con la sua vera natura e adattandosi ad una realtà crudele e fatta di morte e sacrificio.

Forse l'unica cosa che non mi ha convinto al 100% è stata la velocità delle dinamiche descritte, che se da una parte rendono la storia super scorrevole e ricca d'azione, dall'altra fa sì che le situazioni e le relazioni si instaurino in poche pagine.

XoXo
Chiara, Labotteghinadeisogni

venerdì 13 febbraio 2026

Recensione "Collide"

 Collide
di Bal Khabra


Informazioni Utili

titolo: Collide
autore\autrice: Bal Khabra
genere: romance
auto-conclusivo\serie: auto-conclusivo
personaggi principali: Summer e Aidem
tropes: sport romance, hate to love, doppio pov, he first love
spicy: 🌶️🌶️🌶️

Trama

Summer Preston ha un sogno: diventare psicologa sportiva. Ma per ottenere un posto nel master che la porterà a realizzarlo, è costretta a collaborare con Aiden Crawford, il capitano della squadra di hockey. Summer odia l’hockey con tutta se stessa e si trova intrappolata tra realizzare il sogno di una vita e allontanarsi da quello sport che detesta. Per Aiden, essere il capitano della squadra di hockey del college ha i suoi vantaggi, tranne quando uno sciocco errore rischia di mettere a repentaglio la sua intera stagione. Per tirarsi fuori dai guai, è costretto a farsi nominare dal suo allenatore oggetto di una ricerca. È l’ultima cosa che vorrebbe, soprattutto quando la ragazza a capo del progetto sembra voler brandire i suoi pattini come un’arma. Per Summer la disinvoltura di Aiden è irritante; per Aiden l’approccio rigido e programmato di Summer di una noia mortale. Sembra che i due siano capaci solamente di provocarsi a vicenda. Ma hanno in comune più di quanto credano: nessuno dei due è disposto ad accettare una sconfitta e scontrandosi faranno scintille.

Recensione

Amanti degli sport romance al rapporto. Collide è uno sport romance ambientato al college che vede come protagonisti due personaggi all'apparenza molto diversi tra loro ma che poi scopriranno di essere accomunati da sogni e speranze simili sulla loro carriera futura.

Summer è sempre stata molto sicura di quella che sarebbe stata la sua carriera universitari e poi lavorativa, questo l'ha portata ad essere molto inflessibile, rigorosa e dedita allo studio non prestando molta attenzione ai divertimenti tipici degli adolescenti e sopratutto tenendosi alla larga dalla squadra sportiva di Hockey fulcro delle attenzione di tutte le giovani adolescenti del campus.
Ma questo suo proposito viene distrutto quando scopre che il suo tutor le ha assegnato come compito quello di portare avanti un progetto di ricerca con uno dei membri della squadra di hockey per poter partecipare alla selezione del master più prestigioso e elitario dei suoi sogni. Quindi sarà costretta a collaborare e a stare vicino al capitano Aiden che siccome deve spuntare una punizione avrà il compito di aiutare ed essere disponibile a qualsiasi richiesta dalla studentessa Summer.

"È una donna intelligente. Se ha un dottorato di ricerca ci sarà un motivo, ma essere una sua studentessa e un'arma a doppio taglia"

Da qui inizia una storia molto carina e scorrevole incentrata sia sull'importanza dello sport come carriera non solo universitaria ma anche agonistica e quindi lavorativa, ma anche dell'importanza dello studio per la creazione del proprio futuro però senza perdere la propria personalità e senza mettere in pausa la propria vita. Infatti la cosa che Summer ha sempre probabilmente sbagliato è stato quello di dedicarsi anima e copro allo studio senza coltivare le proprie passione e se stessa, perdendo in un certo senso la propria individualità.

"c'è così tanto fuoco nelle parole parole che mi sputa addosso che è come assistere a uno spettacolo ammaliante" 

Se Summer è molto introversa, ligia alle regole e puntuale, Aiden è solare, il classico amico di tutti, il ragazzo che tutti amano e che per i suoi compagni di squadra è disposto a tutto anche a prendersi colpe non sue per dare sempre il buon esempio. 

"Buono a sapersi. Butterò via tutti i miei elastici perché a Aiden Crawford piacciono 
le ragazze con i capelli sciolti"
"Non le ragazze. Tu"

Tra battutine velenose e battibecchi continui, Aiden e Summer impareranno a conoscersi e tra i due nasce una bella amicizia anche se Aiden comprende di provare qualcosa per la bella studentessa. 

"Se desideri il tipo tossico che minaccia di massacrare chiunque ti si avvicini lo sarò ma non è il tipo di uomo che meriti, Summer. Non sono io che stabilisco come devi vivere la tua vita"

Infatti in questa storia è proprio il nostro bel sportivo ad innamorarsi per primo e questo lo porterà non solo ad aiutare per la sua ricerca Summer ma anche ad essere sempre presente per lei come spalla e sostegno, cercando di entrare nel suo mondo e di condividere con lei le sue passioni.

"Per quanto adori il tuo corpo, la tua mente vince su tutto. Non mi spiego come un solo essere umano riesca ad avere tutte le qualità meravigliose che possiedi. Rendi tutto più luminoso, Summer, e l'idea che tu non riesca a capirlo mi fa impazzire... Ai miei occhi tu sei la perfezione assoluta"

Sicuramente la storia tra i due è molto carina piena di tensione che fa sognare i lettori, il tutto accompagnato da alcuni colpi di scena e una relazione sana tra i due, però devo dire che non acclamerei al miracolo. Infatti secondo me questa storia non è niente di troppo originale ma rientra perfettamente nel genere sport romance assomigliando a molti altri romanzi di questo genere. Quindi se da una parte è una storia scorrevole con scene non troppo cringe e anche divertente in cui l'autrice è riuscita a creare una bella intesa tra Summer e Aiden descrivendo l'ennesimo atleta bello e di successo che nasconde un animo da golden boy, dall'altra però rimane poco originale.

"Amo la tua pazienza, per non parlare della dolcezza e della premura; il modo in cui mi fai sentire, come se i miei desideri fossero importanti. Senza di te mi sento persa, Aiden. Voglio fare tutto insieme a te e voglio che tu faccia tutto insieme a me"

Insomma se cercate una lettura poco impegnativa divertente e scorrevole con le tropes dell'enemies to lovers e dello sport romance con anche parecchio spicy allora ve lo consiglio sicuramente più di altri. 

XoXo
Chiara, labotteghinadeisogni

Recensione "Quel che nasconde il fiume" e "quel che rivela la magia"

 Quel che nasconde il fiume  di Isabel Ibanez  Informazioni Utili titolo: Quel che nasconde il fiume autore: Isabel Ibanez genere: fantasy r...