lunedì 23 marzo 2026

Recensione "Quel che nasconde il fiume" e "quel che rivela la magia"

 Quel che nasconde il fiume 
di Isabel Ibanez 

Informazioni Utili

titolo: Quel che nasconde il fiume
autore: Isabel Ibanez
genere: fantasy romance
serie: 1 di 2
personaggi principali: Inez e Whit Hayes



Trama

Inez Olivera, una giovane di origine argentino-boliviana appartenente alla raffinata e vivace alta società della Buenos Aires di fine Ottocento, ha tutto ciò che una ragazza della sua età potrebbe volere, tranne quello che desidera di più al mondo: poter seguire i genitori, appassionati di Antico Egitto, nelle loro avventure nella terra di Cleopatra. Subito dopo aver ricevuto una lettera che annuncia la loro scomparsa, decisa a trovare una risposta all'accaduto, Inez si imbarca alla volta di Alessandria, portando con sé i suoi taccuini da disegno e l'anello magico che il padre le aveva inviato poco prima di sparire nel nulla. Giunta a destinazione, però, trova ad attenderla Whit Hayes, un giovane dal sorriso affascinante che si presenta come il segretario dello zio Ricardo, diventato tutore di Inez dopo la scomparsa dei suoi genitori e come loro appassionato di Egitto. Whit tenta invano di convincerla a fare ritorno a casa e, fallita la missione, si vede costretto a seguirla, per evitare che si cacci nei guai. Il desiderio di Inez di andare a fondo nella sua ricerca di risposte, infatti, la condurrà ad affrontare un'avventura senza precedenti, tra dune, piramidi e tesori nascosti, durante la quale scoprirà che i fatti non sono andati proprio come glieli hanno raccontati e che lei stessa rischia di diventare la pedina di un gioco pericoloso e soprattutto molto più grande di lei.


Recensione

Quel che nasconde il fiume è un fantasy dall'ambientazione storica che vede come protagonista una giovane ragazza, Inez, che quando apprende della scomparsa dei genitori in Egitto, andando contro l'etichetta e le norme sociali dell'epoca, si imbarca di nascosto determinata a scoprire la verità.

Fin dall'inizio è chiaro il tono della storia e il ritmo narrativo, perché tra continui colpi di scena e azioni avventate ma coraggiose di Inez,  il lettore viene trascinato all'interno di una storia ricca di avventura, colpi di scena, intrighi e sortefuggi che non lasceranno al lettore neanche il tempo di riprendere il fiato. 

L'ambientazione, l'intreccio con la storia e l'archeologia rendono la storia irresistibile e affascinante, ho apprezzato particolarmente l'inserimento della magia come residuo di antiche pratiche, ormai perdute, che animano ancora degli oggetti rendendoli sia utili e pratici, che ninnoli divertenti ma anche oggetti spaventosi e delicati da maneggiare. Trovo che questo elemento dia un alone di "romanticismo" a quelli che sono degli artefatti storici, che acquisiscono magia nel libro, ma un valore simbolico agli occhi di chi legge. La storia e l'antichità assumono un valore magico non solo nel libro ma anche nel lettore, tutto acquisisce una patina di brillantezza, di valore e di fascino. Non nego che mentre leggevo, la voglia di correre lì in quei luoghi e partire anch'io alla volta di una ricerca archeologica nel cuore dell'Egitto, era tanta. Anzi mentre leggevo pensavo proprio che questa storia renderebbe benissimo come film/serie tv e che diventerebbe sicuramente un prodotto da rivedere più e più volte. 

Inez è una ragazza intelligente, arguta, determinata e tanto, troppo, curiosa. Questo suo carattere la porta a compiere gesti a volte sconsiderati ma anche dettati dal cuore e dalla voglia di scoprire chi erano i suoi genitori e di sentirli vicini. Genitori che vedeva poco e che aveva forse idealizzato, che forse non conosceva veramente ma che sicuramente l'amavano. Si mette in pericolo, agisce d'impulso, ma poi cerca sempre di rimediare, questo può essere irritante a volte, ma anche comprensibile per altri versi, questo perchè nessuno le parla mai apertamente e quindi si trova a fare congetture, a trarre delle idee da sole e purtroppo a fidarsi di chi non ha buone intenzioni. Eppure non perde mai il coraggio, la determinazione e sopratutto non permette mai al "brutto" di spegnerle la luce negli occhi e la meraviglia di farsi affascinare da luoghi magici, ricchi di storia e di una sorta anche di religiosità. 

A risolvere i guai di Inez ci pensa l'affascinante, mascalzone, cinico Whit, segretario/confidente/tutto fare di Ricardo, zio di Inez che non ha mai conosciuto che vive al Cairo e che alla scomparsa dei suoi genitori è diventato il suo tutore legale. Whit non vuole fare il babysitter ma l'audacia, a tratti ardita, e la testardaggine di Inez lo colpiscono fin dal loro primo incontro. Le loro interazioni sfacciate e divertenti, rendono fin da subito il rapporto tra i due emozionante e frizzante da leggere. Tra continue sfide e provocazioni, Inez e Whit, impareranno a conoscersi e il loro legame si trasforma lentamente. Ma mentre Inez è un libro aperto, a volte fin troppo ingenua, Whit invece ha un passato torbido e nonostante alcuni segreti vengano rivelati, c'è ancora tanto da scoprire che rende intrigante il loro rapporto ma anche ricco di tensione agli occhi del lettore. La chimica tra i due è evidente e si sprigiona da ogni loro interazione, eppure quell'alone di mistero rende il tutto un pò ansiogeno. 

Una cosa è certa l'autrice sa come ingannare il lettore, farcire ogni pagina di colpi di scena, anche inattesi, alternare momenti di grande azione a momenti di grande pathos, sconvolgendo il lettore che si ritroverà rapito da questa storia affascinante, emozionante e veramente bella per i luoghi e la storia raccontata. 

Inutile dire che consiglio assolutamente questo libro e che il finale è illegale perciò tenete pronto il secondo volume appena iniziate il primo!

Quel che la magia rivela

Informazioni Utili

titolo: Quel che la magia rivela
autore: Isabel Ibanz
genere: fantasy storico
serie: 2 di 2
personaggi principali: Inez e With


Quel che la magia rivela è il secondo volume nonché volume conclusivo di questo romanzo fantasy storico ambientato nell'affascinante Egitto. Non sarà una recensione con spoiler, ma inevitabilmente alcune cose che menzionerò lo potranno essere, essendo un seguito. 

Tante cose sono successe, gli equilibri precari in cui vive Inez si sono nuovamente incrinati e il senso di colpa, la rabbia e la delusione per essere stata ferita dalle persona che più aveva amato nella sua vita la divorano. Per questo è decisa a rimanere per assicurare alla giustizia sua madre e scoprire cosa è accaduto veramente a suo padre. Si sente sola, l'unica persona che ha sempre provveduto per il suo benessere, suo zio, è deluso e deciso a rimandarla in Argentina perché le situazioni di pericolo sono troppe e lei le peggiora sempre.

Di fronte alla chiusura di suo zio e alla sua minaccia di tagliarle i viveri se non lascia subito l'Egitto, Inez deve trovare una soluzione: sposare qualcuno per accedere al suo patrimonio. Mentre cerca di organizzare il suo rientro in patria per concordare le nozze con il pretendente scelto tempo prima da sua madre, consapevole di non aver futuro con With, che è in partenza per l'Inghilterra, Inez è sopraffatta dalle emozioni. Ma proprio quando quest'ultimo le propone di sposarsi in segreto e ogni cosa prende una prospettiva diversa. 

Il rapporto tra With e Inez in questo volume è burrascoso, perché quando i sentimenti crescono e le bugie aumentano, il cuore soffre di più. With non si comporterà bene con Inez, perderà la sua fiducia e la farà sprofondare in un baratro ancora più profondo, eppure dopo il suo comportamento, forzato dalla sua famiglia, non perderà occassione per cercare di rimediare e proteggere Inez anche con la sua vita. 

Inez nel corso della sua permanenza in Egitto, è stata tradita innumerevoli volte, tutti le dicevano che era troppo ingenua e si fidava facilmente, ma cavolo le persone si sono messe proprio di punta per farle perdere la speranza nell'umanità. Tradita dalla sua stessa famiglia, ogni persona a lei vicina in un modo o nell'altro le mente, attenta alla sua vita e la delude. Eppure lei rimane sempre salda ai suoi principi, alla sua voglia di giustizia e alla sua voglia di conoscenza. 

Tante sono le sfide da superare, tanti sono i misteri che deve scoprire e la caccia a sua madre non è così semplice. Ma grazie al legame magico che le permette di avere delle visioni di ricordi di Cleopatra, riesce ad essere sempre sul pezzo e seppur ostacolata, pronta a portare rispetto, ossequi e dignità alla storia di Cleopatra e dei suoi artefatti. Vengono descritti luoghi dell'Egitto devastati ancora dai bombardamenti della guerra persa due anni addietro con l'Inghilterra, ma nonostante questo il fascino permea ogni angolo dei luoghi. L'autrice partendo da fatti storici, luoghi reali, tesse la trama fitta e dettagliata, intrecciando magia a ritrovamenti, purtroppo mai avvenuti nella realtà, creando un setting strabiliante e dettagliato alla sua storia.

In questo secondo volume l'azione è tanta e anche gli intrighi, per questo a mio avviso, molte dinamiche vengono gestite frettolosamente e in maniera approssimativa per dare spazio all'azione. L'introspezione, l'analisi dei sentimenti e delle situazioni, passa quindi in secondo piano e per questo forse, questo secondo volume non mi ha fatto dire "wow" come il primo. Ciò non toglie che resta un'apprezzabile volume in cui ogni situazione viene risolta e ha una sua conclusione. Personalmente però avrei preferito maggiore riflessione da parte di Inez perché comunque subisce tanto e purtroppo perdona alcuni torti "velocemente" solo perché in fin dei conti è rimasta sola. 

La conclusione tuttavia riscalda il cuore e fa credere nel lieto fine e nel trionfo della giustizia, ma ecco quello che With ha fatto a Inez io non lo avrei perdonato mai, però ammetto che lui farà ammenda in ogni modo e alla fine sono contenta che la loro unione diventi più forte e romantica alla fine. 

Questa dilogia è stata una vera scoperta, emozioni, magia, avventura e mistero si intrecciano perfettamente fornendo un'immagine unica e magnifica dei luoghi e della storia dell'Egitto. Forse è proprio questa la magia del libro: l'amore per l'Egitto. Si respira in ogni pagina, anima ogni azione sia in positivo che in negativo, di tutti i personaggi. Perché una volta visto quei luoghi, respirato la loro storia e le loro tradizioni, non si potrà fare a meno di stringere un legame fortissimo con quella terra. Sarà una storia che porterò sempre nel cuore e che sicuramente mi sta spingendo ad organizzare, il prima possibile, un viaggio proprio in Egitto, terra che fin da piccola esercitava già un grande fascino su di me.

XoXo
Chiara, Labotteghinadeisogni

mercoledì 18 marzo 2026

Recensione "Rebecca - la prima moglie"

 Rebecca - La prima moglie
di Daphne du Maurirer 

Informazioni Utili

titolo: Rebecca - La prima moglie
autore: Daphne du Maurirer 
genere: romanzo gotico/ thriller psicologico
serie: No
personaggi principali: La seconda moglie, Maxim, Rebecca

Trama

Durante un soggiorno a Monte Carlo insieme alla signora cui fa da dama di compagnia, una giovane donna, appena ventenne, conosce il ricco e affascinante vedovo Maxim de Winter. L’uomo inizia a corteggiarla e, dopo due sole settimane, le chiede di sposarlo; lei, innamoratissima, accetta con entusiasmo e lo segue nella sua grande tenuta di famiglia a Manderlay. Sembra l’inizio di una storia da favola, ma i sogni e le aspettative della giovane si scontrano subito con la fredda accoglienza della servitù, in particolare della sinistra governante. Eppure non si tratta solo di questo: c’è qualcosa, in quel luogo, che giorno dopo giorno rende l’ambiente sempre più opprimente; c’è una presenza che pervade ogni stanza della magione e che si stringe attorno ai passi dell’attuale inquilina come una morsa silenziosa. È Rebecca, la defunta signora de Winter, più viva che mai nella memoria di tutti quelli che l’hanno conosciuta e modello inarrivabile per la giovane, che invece si muove impacciata e confusa nella sua nuova esistenza altolocata e mondana. Un fantasma ingombrante che si trasformerà in una vera e propria ossessione per la protagonista, costretta a immergersi nelle ombre del proprio matrimonio e spinta sempre più ai con¬fini della follia, fino a dubitare della propria stessa identità.

Recensione 

Rebecca - la prima moglie è un romanzo del 1938 che si inserisce alla perfezione nel genere del romanzo gotico non solo per le sue ambientazioni suggestive e cupe, ma anche per i personaggi tormentati, ambigui e non moralmente perfetti.

Raccontando la vita domestica e coniugale della nuova e giovane moglie di Maxim de Winter, l'autrice racconta una storia più oscura che scalfisce le apparenze e si addentra nel buio dell'animo umano. 
La voce narrante e il punto della storia è quello della giovane donna che, da giovane dama di compagnia di Mrs Van Hopper, incontra e sposa un ricco vedovo inglese proprietario di una delle dimore più belle del paese "Manderlay". 

La storia, potremmo dire, inizia dalla fine e a ritroso ci racconta di come l'inizio di un sogno non sia stato altro che l'inizio di un incubo che avrebbe segnato per sempre la giovane ragazza e il suo matrimonio. Manderlay descritta come un paradiso terreste, con i suoi giardini curati e infiniti, il bosco magico e ricco di selvaggina, le scogliere spaventose quanto magnifiche e la vicinanza al mare, diventa teatro di una delle storia più cupe e simboliche che l'autrice poteva descrivere. 

Quello che colpisce fin da subito è la scelta di non dare un nome alla giovane ragazza che racconta e ripercorre la sua storia. A lei ci si riferirà sempre come "la seconda moglie" o "la signora de Winter" scelta molto significativa e in contrasto invece con la prima moglie che invece un nome ce l'ha e che anche dopo la sua morte risona in ogni angolo della tenuta ma anche della contea: Rebecca.

Il personaggio che noi conosciamo meglio è la seconda moglie anche perchè la storia è raccontata dal suo punto di vista. Ci appare come una ragazzina giovane e inesperta, che della vita coniugale sa ben poco in quanto rimasta orfana di genitori in giovane età. Dama di compagnia di una signora vedova, esuberante, grottesca e al quanto maleducata, sviluppa un carattere mite e sottomesso che sarà poi la sua rovina, perchè nel momento in cui incontra l'affascinante e enigmatico Maxim de Winter, sarà completamente e inevitabilmente innamorata e dipendente da lui.

La disparità nel loro rapporto è evidente già dalle prime pagine enfatizzato dalla chiusura e del mistero sul passato di Maxim che però lo rende solo più affascinante agli occhi della giovane. E' lo stesso Max ha rimarcare la grande differenza d'età - lui ha 42 anni e lei 21 - trattandola a volte con accondiscendenza e a volte come una bambina. La chiama "sciocchina", "bambina", "stellina", "povera ingenua" epiteti che rimarcano molto la giovane età e l'inesperienza della giovane e che la pongono in uno stato di inferiorità.
Ma è anche lei stessa che si adagia su questo ruolo, in tutto il corso del romanzo, lei non farà niente per ribellarsi, crescere, acculturarsi e in qualche modo prepararsi a quelli che possono essere i compiti di una signora. Invece di cercare di adattarsi alla sua nuova vita, esaspera i suoi comportamenti da ragazzina, perdendosi in sogni ad occhi aperti, facendosi intimorire dalle probabili dicerie della gente, facendosi schiacciare dal peso di non essere una donna magnetica, carismatica e polarizzante come era Rebecca. 

Il vivere in una casa mausoleo in cui tutto ricorda una vita di coppia passata in cui lei non era presente, dove tutti sussurrano e mormorano negli angoli, dove la governante - la signora Danver - non fa altro che rimarcare le differenze e venerare il ricordo di Rebecca, portano la nuova moglie a cadere preda della paura, dell'ansia e dell'insicurezza. Tutto il romanzo gira intorno al fatto che moglie e marito non comunicano e questo porta la giovane a interpretare in maniera non sempre giusta, comportamenti e gesti delle persone che la circondano. L'invidia e il senso di inadeguatezza la logorano e invece di emanciparsi e cercare di rivendicare una propria identità e indipendenza, rimane sempre legata a quello che pensano gli altri ma sopratutto ai continui cambi d'umore di Max. 

Stare e relazionarsi con Max, appare come camminare su un tappeto fatto d'uova. Più volte rimarca come l'ansia di poter dire qualcosa di sbagliato la porta ad osservare costantemente il volto del marito, cercare segni di turbamento o di angoscia o segni di felicità e tranquillità. Questo la porta a non essere molto ricettiva nella conversazioni, a richiudersi nei suoi discorsi mentali e negli scenari che lei immagina, senza vivere nell'effettivo nella realtà. E' una ragazza che dipende dalle attenzioni del marito, che vive per compiacerlo e per farsi sentire amata. 

Agli occhi del lettore suscita sia compassione che rabbia per la sua mancanza di carattere e di presa di iniziativa. Questo perchè passa il suo tempo a piangere, lamentarsi, farsi divorare dalla paura e dalla morbosa curiosità che sviluppa nei confronti di Rebecca, senza fare niente per cambiare la sua posizione. 

Le descrizioni dei paesaggi sono vivide e tangibili, la natura diventa espressione e anticipatore degli stati d'animo dei personaggi, creando un'atmosfera a tratti fiabesca e a tratti infernale da accompagnare le vicende narrate. Il colpo di scena nelle ultime 100 pagine circa, porta il lettore e la protagonista ha rileggere tutti gli eventi e a rivalutare l'immagine di perfezione che aleggiava su Rebecca e la vita che conduceva. 

Il romanzo nel suo insieme è un climax crescendo, scorrevole e interessante, si viene trascinati all'interno della vita domestica di una famiglia inglese. Ci racconta l'apparenza e la patina di falsità che circonda le famiglie di ceto sociale alto, che si aggrappano a regole formali e d'apparenza, che conducono una vita falsa e monotona, dove la felicità è relativa. 

Mi aspettavo una storia più morbosa e cupa, invece, l'autrice ha trattato il tutto con una certa profondità ma allo stesso senza entrare troppo dentro, senza scavare a fondo, senza angosciare... bilancia bene le parti in cui la giovane ragazza inizia a vacillare e perdere il contatto forse con la realtà con scene in cui vengono presentati altri personaggi, spostando quindi il piano e il tono del discorso. 

Nel complesso è una storia estremamente soggettiva e introspettiva, che porta il lettore a riflettere su argomenti anche molto attuali come:
- l'importanza di avere un nome
- la dicotomia tra la femme fatale che ammalia e una ragazzina ingenua e manipolabile 
- di come ad un uomo una donna calcolatrice e astuta, più forte di lui, fa paura e viene vista come una minaccia da eliminare
- di come la dipendenza emotiva ed economica domina spesso molte relazioni e pongono su un piano di svantaggio le donne

XoXo 
Chiara, Labotteghinadeisogni


venerdì 13 marzo 2026

Recensione "La città di acqua e vetro"

 La città di acqua e vetro 
di Linda Ghio

Informazioni Utili 

titolo: La città di acqua e vetro
autore: Linda Ghio
genere: mistery steampunk
serie: auto-conclusivo
personaggi principali: Cornelia e Stefano


Trama

Venezia è divisa in due città che nulla sembrano avere in comune. Venezia Alta è tutta cieli limpidi, marmo bianco e vetri scintillanti. Venezia Bassa è perennemente intasata da una nebbia fangosa e dal fumo delle ciminiere che si insinua tra gli stretti vicoli. Se a Venezia Alta c’è eleganza e ricchezza, è nella Venezia Bassa che pulsa la vita… e la morte. Qualcuno (o qualcosa) sta uccidendo la gente di Sotto, disseminando le calli di cadaveri che si presentano avvizziti già a pochi minuti dal decesso, come prosciugati da ogni forza vitale. Inizialmente tutto sembra puntare il dito contro le lamie, misteriose donne dalla coda di serpente che vivono isolate nei canali del sestiere di Dorsoduro. Ma la realtà è molto più inquietante. A scoprirla sarà la detective Cornelia Furlan, aiutata da Stefano Rosin, un Signore di Notte, guardia scelta del Consiglio dei Dieci. Metà umano e metà lamia, in quanto sangue misto è disprezzato da entrambe le comunità. In una Venezia steampunk fantasmagorica e incredibilmente vivida, tra scienziati che sperano di riuscire a rianimare la materia morta e nani inventori alla ricerca dell’inafferrabile flogisto, soffiatori di vetro e consiglieri guerrafondai, riusciranno Cornelia e Stefano a catturare l’assassino, salvando Venezia Bassa e se stessi?

Recensione 

La città di acqua e vetro è un romanzo steampunk, mistery e con un pizzico (miniscolo) di romance, ambientata in una Venezia alternativa dove la città è divisa in due: Venezia Alta, in superficie vivono le persone altolocate e ricche, l'opulenza e la cura è sprigionata in ogni angolo e dove i problemi vengono relegati e spediti a Venezia Bassa, sottoterra, al buio dove tutte le persone non ricche e altolocate, vivono in condizioni igenico sanitario pessime, dove ci si aiuta l'uno con l'altro per sopravvivere e dove nessuno ha il modo di salire in alto senza un permesso. Ogni problema che Venezia vive per le autorità è colpa della feccia che vive di sotto, nel punto più oscuro e vergognoso per loro. 

Cornelia, vive nella Venezia Bassa, collabora in segreto con il capo dei Signori della Notte, la guardia scelta del consiglio dei dieci che governa la città. Cornelia è impavida, eroica, intraprendente e con un cuore grande. Ogni sua azione è veramente volta alla salvaguardia della sua gente e per il bene della giustizia e della verità, eppure conosce bene la corruzione, l'omertà e la falsità che domina gli abitanti della Venezia Alta. Non si illude di niente e per questo combatte e agisce con ancora più ardore perché è l'unica figura che si batte per la sopravvivenza di loro, quella minoranza considerata la feccia della città. 

Di fronte ad una serie di omicidi inspiegabili e sempre più ravvicinati, in cui le vittime vengono scelte senza criterio e vengono ritrovate rinsecchite, proprio prosciugate e irriconoscibili, Cornelia viene incaricata dal comandante dei Signori della Notte, di indagare ma con discrezione, perché le voci non devono diffondersi nella Venezia Alta e sopratutto alle orecchie del Consiglio. 

La cosa che affascina molto di questa storia sono i tanti elementi steampunk, i riferimenti alla meccanica, agli elementi chimici, agli ingranaggi, a quella mescolanza di estetiche diverse e inconciliabili tra loro che però invece di risultare grottesche risultano affascinanti e particolari. 

Ad aiutare la solitaria e astuta Cornelia, ci penserà Stefano, signore della Notte, che per sbaglio si è trovato a scortare un suo collega in una brava notturna nella Venezia Bassa, e che invece di un racconto strambo ed eroico si è scontrato con la morte e un'assassino da scovare. Scontratosi con Cornelia, a causa di una serie di circostanze, verrà sospeso dal suo lavoro e grazie al suo essere una mezza lamia, uno maschio della loro specie, sarà d'aiuto all'insolita signorina che ha una reputazione lunghissima che la precede. 

Il mondo descritto è interessante, rende la storia particolare e gli dona quel quid in più ad un mistery avvincente e dinamico. La narrazione è serrata, ruota intorno al caso, alla fretta che si percepisce perché le vittime aumentano di ora in ora e la paura inizia a dilagare tra la gente. Cornelia è un personaggio carismatico, un'anti-eroina dal cuore meccanico che batte però molto di più di tanti cuori umani. I misteri, il senso di ingiustizia che vivono gli abitanti di Venezia Bassa, il senso di non appartenenza e di solitudine di Stefano, donano alla storia quel carattere più umano e sentimentale che trasportano con ancora più ardore i lettori all'interno della storia.

Tra creature inusuali come le Lamie (donne che hanno la coda, con la capacivtà di stregare gli uomini e con una forza sovrumana), creature meccaniche, segreti, morti e voglia di giustizia, La città di acqua e vetro sarà una storia appassionante e coinvolgente che vi farà passare un paio d'ore in una Venezia inedita all'inseguimento di un'assassino misterioso.

XoXo
Chiara, Labotteghinadeisogni

Recensione "Undici Sorelle"

 Undici Sorelle di Piernicola Antonio Silvis Informazioni Utili titolo: Undici Sorelle autore: Piernicola Antonio Silvis genere: thriller se...