martedì 28 aprile 2026

Recensione "Angelo acquatico - la stirpe caduta"

 Angelo Acquatico - La stirpe caduta
di Arianna Vignola 

Informazioni Utili

titolo: Angelo Acquatico - la stirpe caduta
autore: Arianna Vignola
genere: Epic Fantasy
saga: 1 volume
personaggi principali: Ysiel e Anitha

Letto in collaborazione con l'autrice 


Trama 

Galeno, una stirpe che fu segnata da una terribile maledizione.
L’ultimo re, Philiph, venne sconfitto dieci anni fa da Esperanto di Manforte che, usurpato il trono, ha imposto il suo impero e portato la terra Rea a sprofondare nell’oscurità.
Il capitano Ysiel Crows, esploratore manfortiano, nell’indagare sulla misteriosa morte di un suo compatriota, viene a conoscenza di una profezia sull’esistenza di un erede di Philiph Galeno destinato a rivendicare il trono.
Intento a far luce sulla veridicità della profezia, incontra Anitha, condottiera ribelle sopravvissuta alla guerra. Questo incontro stravolge la sua vita, portandolo alla scoperta di atroci verità sull’impero e di un intreccio che lega la profezia a un’antica leggenda.
Anitha, reduce da un coma profondo, ha perso parte della sua memoria. Ricorda il castello dove fu imprigionata e la fuga nella foresta, poi il vuoto. Sta cercando l’uomo che l’ha salvata, colui che le svelerà un segreto tenuto nascosto per dieci anni

Recensione

Angelo Acquatico è il primo volume di una serie epic fantasy ambientata nella terra Rea, territorio molto vasto caratterizzato da isole circondate dal mare e dalla vegetazione. Ai tempi della storia narrata, il re è Esperanto di Manforte, che dopo una rivoluzione e l'uccisione del re Philip Galeno, ha dato origine ad un regno di finta pace e meritocrazia.

La storia, scritta in terza persona, segue più punti di vista, ma quelli principali sono narrati dal punto di vista di Ysiel nobile ma forti ano che la vita di corte ha sempre preferito il mare. Infatti è uno dei più giovani esploratori del regno rinomati e prolifici. Durante una sua traversata il mare, il giovane condottiero si imbatte in una nave amica ridotta in macerie, dove purtroppo non c'è nessun superstite tranne il capitano che però versa in critiche condizioni. Questo porta Ysiel a cambiare i suoi piani per attraccare su stella Maris in cerca di aiuto. Da qui in realtà la vicenda prende una piega molto misteriosa perché in realtà niente sembra lasciato al caso. Infatti, il capitano ferito in punto di morte, e in uno stato di delirante continua solamente a dire che ha trovato "l'angelo acquatico". Armato di buone intenzioni e accompagnato da Lord Enrik, l'amministratore di Stella Maris per erdine del re, si imbarca per informare il Re Esperanto della situazione e indagare sulla morte del condottiero. Ma proprio la sera prima di partire, Ysiel incontra una giovane ragazza misteriosa che indossa abiti da uomo che lo salva da dei malfattori. Tra i due scocca subito un'intesa inaspettata e Ysial sa che quella donna cambierà per sempre la sua vita.

La giovane donna è Anitha, una ragazza dal passato misterioso, che porta sul suo corpo cicatrici profondi e i suoi occhi sono velati di una cieca determinazione. Pronta a tutto per riscattarsi dal suo passato e per conoscere la sua vera storia, Anitha è una ragazza che appare fin da subito impavida e intraprendente, con uno scopo ben preciso. 

L'incontro tra i due, seppur avvenuto i circostanze particolare, segnerà una svolta decisiva nella vita di entrambi. Ysiel, infatti, scopre che leggende e miti in realtà hanno un fondo di verità, che il regno sotto al re Esperanto non è fondato sulla pace e la sicurezza, ma sull'oppressione di persone innocenti e che la stirpe dei Galeno, ha una storia antica e potente.

Gli elementi fantasy si intrecciano a quella che è una storia di avventura, di lotta e di conquista. Intrighi, inganni, battaglie e leggende, si fondono in un mix bilanciato che creano una storia incentrata sulla lotta del bene contro il male, della luce contro le tenebre, della giustizia contro il potere. 

Tanti sono i personaggi e gli schieramenti nel corso del libro diventano sempre più evidenti, ma non mancano sacrifici, tradimenti, paure e speranze. Fino all'ultimo, l'autrice ci tiene con il fiato sul collo, perché tutta la storia punta alla grande battaglia finale, dove solo uno sarà il vincitore. I colpi di scena non mancano, le battaglie neanche così come i momenti di "spiegazione", perché si percepisce tanta cura nei dettagli e nella costruzione del regno. L'autrice delinea tutto il mondo, con dinastie, credenze, storie popolari e creature magiche... ogni tassello è spiegato al lettore e inserito in un puzzle più complesso.

Un inizio di saga molto promettente che fa ben sperare in un seguito adrenalinico ricco di strategie e battaglie epiche dove il nemico, purtroppo, si cela dove meno te lo aspetti!

Una nota dolente, per un mio gusto personale, è lo stile di scrittura che ho trovato didascalico e impersonale. L'autrice, nel voler fornire al lettore tutte le informazioni necessarie per non trovarsi spaesato e confuso, finisce per creare una distanza con il lettore. Infatti, per quanto la storia mi sia piaciuta e l'ho letta con piacere, non mi sono sentita coinvolta appieno, dal punto di vista emotivo. Troppe cose accadono e forse non c'è il tempo per metabolizzarle tutte, al punto che i personaggi, con la loro interiorità e le loro relazioni, vengono "sacrificati" a favore della trama.

Attenderò il secondo volume, curiosa di sapere come andrà avanti la storia di Anitha e dei suoi fidati compagni.

XoXo
Chiara, Labotteghinadeisogni

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giovedì 2 aprile 2026

Recensione "Undici Sorelle"

 Undici Sorelle
di Piernicola Antonio Silvis

Informazioni Utili

titolo: Undici Sorelle
autore: Piernicola Antonio Silvis
genere: thriller
serie: No
personaggi principali: Caterina

Letto in collaborazione con l'autore


Trama

Rimini, notte di Natale del 1988. È qui che tutto ha inizio.
Pensa a undici anni di silenzio. Pensa a una verità che qualcuno ha cercato di seppellire per sempre. Pensa alla Rimini dell’inverno del 1988.
Sofia ha quindici anni e scompare dopo una festa. Nessuna traccia. Nessuna spiegazione. Solo un vuoto silenzio che si allunga sempre di più. I delitti si ripetono, e la città comincia a sussurrare un nome: il Figlio del Tempo di Dopo. Un assassino metodico, capace di aspettare anni prima di colpire. Ogni scena del crimine è un messaggio. Ogni vittima è una firma.
Caterina Barone è una giovane funzionaria di polizia. Preparata. Razionale. Sa leggere le prove, sa collegare gli indizi, sa riconoscere uno schema quando lo vede.
Ma dentro di sé ha una frattura che non si è mai richiusa.
Arrivata a Rimini per dimenticare il proprio passato, si ritrova invece al centro di un’indagine che sembra parlare direttamente a lei. Più scava, più comprende che il killer non sta solo uccidendo. Sta completando qualcosa iniziata molto tempo prima. Le vittime condividono un legame invisibile.
Mentre l’ossessione cresce e le pressioni aumentano, Caterina resta lucida. Analizza. Deduce. Resiste. Ma ogni passo avanti la costringe a guardarsi dentro, dove la verità è più scomoda di qualunque pista investigativa.
Il Figlio del Tempo di Dopo non colpisce solo per rabbia, deve portare a termine una missione.
Lunga undici, insanguinati anni.

Recensione 

Undici Sorelle è un thriller poliziesco ambientato nell'Italia di fine anni '80 che vede Caterina, giovane poliziotta di poco più di trent'anni che dalla Sicilia è stata trasferita a Rimini. Con lo sfondo della scena politica e culturale italiana, l'autore mette in scena un thriller con i fiocchi dove il male si annida dietro agli angoli più innocui e la morte arriva in modo violento e cruento. 

Caterina appare come una donna determinata, con una salda morale, senza peli sulla lingua e la voglia non solo di farcela in un ambiente ancora prettamente maschile, ma anche di fare la cosa giusta in nome della legge e non degli influssi politici o di raccomandazioni. Dedita unicamente al lavoro, con traumi che la segnano ancora, Caterina è brava nel suo lavoro, è tenace e instancabile. Non ha paura di sporcarsi le mani, di scendere in prima linea e di esporsi andando anche contro i superiori. 
Dopo un primo periodo di assestamento, Caterina è riuscita ad integrarsi e a farsi rispettare e Rimini ormai è diventata la sua casa.

Ma la routine generale viene sconvolta, quando alla vigilia di Natale i coniugi Santarcangelo denunciano la scomparsa della loro figlia minore, appena quindicenne, Sofia. Le ricerche iniziano dopo le solite 48 ore quando ormai è chiaro che la ragazzina non si è allontanata volontariamente. Fin da subito Caterina si dedica anima e corpo alle ricerche, prendendo subito a cuore la vicenda e intuendo che non sarà, purtroppo, un caso isolato.

L'autore con uno stile asciutto e a tratti chirurgico racconta, con perizia di dettagli, un caso in cui un serial killer, maniaco dei dettagli, miete vittime di ogni età ma accomunate da una cosa: essere donne. Lo fa uccidendo con violenza, attraverso una garrota, che provoca una morte lenta e dolorosa. Sembra essere un uomo molto metodico e sempre un passo avanti a tutti. La polizia - Caterina e la sua squadra - per anni brancolano nel buio, rimanendo quasi impotenti davanti alle azioni di questo uomo. E l'autore, attraverso anche dei salti temporali, riesce a far percepire questo senso di impotenza, raccontando brevemente anche la macchina della giustizia e di come funziona il dietro le quinte della polizia. 

L'unica cosa che forse posso segnalare è il fatto che secondo me l'autore poteva articolare e gestire meglio i salti temporali evitando l'effetto "elenco" quando riassumeva i fatti salienti dell'anno. Però comprendo anche la scelta di evitare di rendere la storia troppo prolissa e ricca magari di dettagli poco utili alla narrazione. 

Una cosa che ha reso la storia veramente bella e con un quid in più sono stati i costanti capitoli narrati dal punto di vista dell'assassino: non solo conosciamo la sua identità, ma conosciamo anche la sua vita, il suo passato e sopratutto i suoi pensieri, le sue pulsioni e i suoi istinti più oscuri e perversi. Ma lo fa senza risultare mai esagerato o troppo disturbante. Una cosa infatti che ho apprezzato molto è proprio la sua moderazione con le parole, le descrizioni e i dettagli, questo permette di poter godere al meglio della storia.

Undici sorelle è una storia che parla di violenza, ma anche di tenacia e di giustizia, perché le donne vittime di violenza devono essere ricordate e la loro morte non deve essere vana. Le loro famiglie non vanno lasciate sole e loro non devono diventare numeri ma bisogna ricordarle perché sono state persone, figli, sorelle, cugine, amiche... Una storia che parla di violenza si, ma anche che spinge a cercare sempre la verità e la giustizia. 

Se cercate una storia intricata, umana, molto forte ma anche con dei bei personaggi e un ritmo narrativo sempre incalzante senza pause o momenti morti, ve lo consiglio caldamente!

XoXo
Chiara, Labotteghinadeisogni

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Recensione "Il commissario Ferramonti"

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