giovedì 2 aprile 2026

Recensione "Undici Sorelle"

 Undici Sorelle
di Piernicola Antonio Silvis

Informazioni Utili

titolo: Undici Sorelle
autore: Piernicola Antonio Silvis
genere: thriller
serie: No
personaggi principali: Caterina

Letto in collaborazione con l'autore


Trama

Rimini, notte di Natale del 1988. È qui che tutto ha inizio.
Pensa a undici anni di silenzio. Pensa a una verità che qualcuno ha cercato di seppellire per sempre. Pensa alla Rimini dell’inverno del 1988.
Sofia ha quindici anni e scompare dopo una festa. Nessuna traccia. Nessuna spiegazione. Solo un vuoto silenzio che si allunga sempre di più. I delitti si ripetono, e la città comincia a sussurrare un nome: il Figlio del Tempo di Dopo. Un assassino metodico, capace di aspettare anni prima di colpire. Ogni scena del crimine è un messaggio. Ogni vittima è una firma.
Caterina Barone è una giovane funzionaria di polizia. Preparata. Razionale. Sa leggere le prove, sa collegare gli indizi, sa riconoscere uno schema quando lo vede.
Ma dentro di sé ha una frattura che non si è mai richiusa.
Arrivata a Rimini per dimenticare il proprio passato, si ritrova invece al centro di un’indagine che sembra parlare direttamente a lei. Più scava, più comprende che il killer non sta solo uccidendo. Sta completando qualcosa iniziata molto tempo prima. Le vittime condividono un legame invisibile.
Mentre l’ossessione cresce e le pressioni aumentano, Caterina resta lucida. Analizza. Deduce. Resiste. Ma ogni passo avanti la costringe a guardarsi dentro, dove la verità è più scomoda di qualunque pista investigativa.
Il Figlio del Tempo di Dopo non colpisce solo per rabbia, deve portare a termine una missione.
Lunga undici, insanguinati anni.

Recensione 

Undici Sorelle è un thriller poliziesco ambientato nell'Italia di fine anni '80 che vede Caterina, giovane poliziotta di poco più di trent'anni che dalla Sicilia è stata trasferita a Rimini. Con lo sfondo della scena politica e culturale italiana, l'autore mette in scena un thriller con i fiocchi dove il male si annida dietro agli angoli più innocui e la morte arriva in modo violento e cruento. 

Caterina appare come una donna determinata, con una salda morale, senza peli sulla lingua e la voglia non solo di farcela in un ambiente ancora prettamente maschile, ma anche di fare la cosa giusta in nome della legge e non degli influssi politici o di raccomandazioni. Dedita unicamente al lavoro, con traumi che la segnano ancora, Caterina è brava nel suo lavoro, è tenace e instancabile. Non ha paura di sporcarsi le mani, di scendere in prima linea e di esporsi andando anche contro i superiori. 
Dopo un primo periodo di assestamento, Caterina è riuscita ad integrarsi e a farsi rispettare e Rimini ormai è diventata la sua casa.

Ma la routine generale viene sconvolta, quando alla vigilia di Natale i coniugi Santarcangelo denunciano la scomparsa della loro figlia minore, appena quindicenne, Sofia. Le ricerche iniziano dopo le solite 48 ore quando ormai è chiaro che la ragazzina non si è allontanata volontariamente. Fin da subito Caterina si dedica anima e corpo alle ricerche, prendendo subito a cuore la vicenda e intuendo che non sarà, purtroppo, un caso isolato.

L'autore con uno stile asciutto e a tratti chirurgico racconta, con perizia di dettagli, un caso in cui un serial killer, maniaco dei dettagli, miete vittime di ogni età ma accomunate da una cosa: essere donne. Lo fa uccidendo con violenza, attraverso una garrota, che provoca una morte lenta e dolorosa. Sembra essere un uomo molto metodico e sempre un passo avanti a tutti. La polizia - Caterina e la sua squadra - per anni brancolano nel buio, rimanendo quasi impotenti davanti alle azioni di questo uomo. E l'autore, attraverso anche dei salti temporali, riesce a far percepire questo senso di impotenza, raccontando brevemente anche la macchina della giustizia e di come funziona il dietro le quinte della polizia. 

L'unica cosa che forse posso segnalare è il fatto che secondo me l'autore poteva articolare e gestire meglio i salti temporali evitando l'effetto "elenco" quando riassumeva i fatti salienti dell'anno. Però comprendo anche la scelta di evitare di rendere la storia troppo prolissa e ricca magari di dettagli poco utili alla narrazione. 

Una cosa che ha reso la storia veramente bella e con un quid in più sono stati i costanti capitoli narrati dal punto di vista dell'assassino: non solo conosciamo la sua identità, ma conosciamo anche la sua vita, il suo passato e sopratutto i suoi pensieri, le sue pulsioni e i suoi istinti più oscuri e perversi. Ma lo fa senza risultare mai esagerato o troppo disturbante. Una cosa infatti che ho apprezzato molto è proprio la sua moderazione con le parole, le descrizioni e i dettagli, questo permette di poter godere al meglio della storia.

Undici sorelle è una storia che parla di violenza, ma anche di tenacia e di giustizia, perché le donne vittime di violenza devono essere ricordate e la loro morte non deve essere vana. Le loro famiglie non vanno lasciate sole e loro non devono diventare numeri ma bisogna ricordarle perché sono state persone, figli, sorelle, cugine, amiche... Una storia che parla di violenza si, ma anche che spinge a cercare sempre la verità e la giustizia. 

Se cercate una storia intricata, umana, molto forte ma anche con dei bei personaggi e un ritmo narrativo sempre incalzante senza pause o momenti morti, ve lo consiglio caldamente!

XoXo
Chiara, Labotteghinadeisogni

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