Reign of a King - Rise of a Queen
di Rina Kent
titolo: Reign of a King e Rise of a Queen
autore: Rina Kent
genere: Dark Romance
saga/auto-conclusivo: Dilogia (successiva alla serie Royal Elite)
personaggi personali: Jonathan King e Aurora Harper
tropes: enemies to lovers, age gap, forbidden romance
TW: Serial killer's daughter, harrassment, and mentions of rape by the serial killer. Graphic violence, sexual content, murder, and abuse (domestic, physical), death of a parent, gaslighting, grief, mental illness, and stalking, with elements of strong language and drug use also present
Trama di Reign of a King
Quando Aurora Harper si presenta al matrimonio di Aiden King e Elsa Steel, tutti credono di trovarsi di fronte a un fantasma. Di certo, è quello che pensa Jonathan King.
L’unico obiettivo di Aurora è trovare un modo per salvare la sua azienda.
Tuttavia, se quell’aiuto proviene da Jonathan, una persona spietata che non si fa scrupoli a ottenere ciò che vuole, Aurora sa che il prezzo da pagare sarà molto alto.
Potrà davvero trasformarsi in un giocattolo nelle mani dell’uomo che, anni prima, aveva sposato sua sorella?
Recensione (senza spoiler)
Reign of a King e Rise of a Queen segue le vicende di Jonathan King, padre di Aiden King, e Aurora Harper la sorella perduta della mamma di Aiden, la defunta moglie di Jonathan.
Non sapevo bene cosa aspettarmi da questa storia, ma sicuramente di una cosa è certa: Rina Kent può scrivere anche del nulla e lo leggerei comunque. Ha uno stile scorrevole, le sue storie non si perdono mai dietro inutili drammi, ma in maniera oscura e contorta, raccontano storia tormentate, moralmente ambigue, intense e non facilmente dimenticabili.
Jonathan è un personaggio che nella serie precedente appare come un tiranno, maniaco del controllo, non un padre modello, dispotico e insensibile, quadro che comunque viene ripresentato anche qui, per Jonathan non si nasconde dietro finti perbenismi o retoriche, vive la vita come un campo di battaglia e analizza tutto e tutti per essere sempre un passo avanti. Un uomo difficile da capire e da amare, ma che sicuramente mi aveva affascinato ed ero molto curiosa di leggere la sua storia, o meglio di conoscere anche la sua versione della storia sul suo precedente matrimonio, sul suo rapporto complicato con il figlio, con il nipote, insomma con chiunque lo circondi... Da un parte l'autrice ha sodisfatto la mia curiosità, donandoci capitoli dal suo punto di vista e svelando retroscena inediti che ci fanno conoscere l'uomo dietro alle alte mura in cui si è nascosto; dall'altro però mi sarei aspettata di più: maggiore approfondimento, maggiore interiorità, scavare nel profondo più oscuro anche quello meno comprensibile, come aveva fatto per esempio con Aiden.
Aurora invece è l'opposto di Jonathan, intraprendente, emotiva, forte e determinata, nonostante il suo passato, tutt'altro che semplice, non perde mai il sorriso e guarda avanti combattendo con le unghie e con i denti. Un personaggio sicuramente complesso e arguto, diverso da come veniva invece descritta sua sorella, pacata, fragile, silenziosa... Aurora è un tornado, dove passa lascia sicuramente una traccia e la casa con lei non è per niente silenziosa.
Il rapporto con Jonathan, si basa inizialmente su un obbligo e viene da un gioco di chi riesce ad imporsi di più sull'altro, però devo dire che la chimica tra i due e l'attrazione si sviluppa praticamente da subito. La tensione esplode, diventando quasi la protagonista indiscussa di tutti e due i volumi.
Qui risiede il problema di fondo, a mio parere, di questi due volumi: la storia tra i due, seppur non si parla di amore, parte fin da subito, in maniera troppo veloce, le questioni importanti vengono trattate in maniera vaga e sbrigativa così come i rapporti non solo tra i due ma anche con i personaggi che gravitano intorno come Aiden e Levi. Un'altra cosa che non mi ha convinto è stato la facilità e la poca introspezione con cui Aurora si sia lasciata andare con Jonathan, ricordiamolo il marito della sua defunta sorella. Ecco forse questo aspetto andava approfondito meglio, per un mio gusto, le poche riflessioni, considerazioni e scene che ci sono, per me non sono abbastanza ed esaustive, ma vengono giusto lasciate lì tanto per per depennarla dalla lista di cose da scrive all'interno del romanzo.
Non posso dire che sia una dilogia brutta, ma non regge il confronto con la sua serie precedente, a livello di introspezione, costruzione dei personaggi e delle relazioni che intercorrono; qui c'è troppo spicy e poco dialogo e conoscenza, mi manca quella parte in cui Rina Kent si addentra dentro la parte più oscura dei personaggi, mettendoli a nudo davanti a noi lettori, consegnandoci dei personaggi imperfetti ma che ci arrivano dritto al cuore.
Diciamo che questa storia a livello di romance non spicca di originalità, dinamiche viste e riviste in altri dark romance, certo Rina Kent, anche nei suoi romanzi mediocri, risulta sempre molto valida, rispetto ad altri, nello scrivere questo genere e grazie alla sotto trama legata ad un legame con un serial killer, dona al secondo volume quel quid in più che permette di leggere la storia velocemente senza trovarla noiosa.
Tirando le fila del discorso posso concludere dicendo che non tutte le ciambelle escono con il buco, ma sicuramente la base è sempre valida e buona perché Rina Kent sa scrivere e ha bene in mente i suoi personaggi e il suo universo.
XoXo
Chiara, Labotteghinadeisogni
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